Le quattro scene realizzate con tecnica digitale e base a matita, sono le seguenti:

  • Ricostruzione ipotetica della Torre a Monte. La torre presentava probabilmente un ballatoio ligneo esterno. Alcune torri venivano realizzate senza prevedere degli spazi interni e si accedeva dall’esterno per mezzo di scale e con ballatoi lignei.
  • Ricostruzione ipotetica della Torre a Mare e del suo Dongione quadrato. La torre presentava probabilmente un ballatoio ligneo esterno. Alcune torri venivano realizzate senza prevedere degli spazi interni e si accedeva dall’esterno per mezzo di scale e con ballatoi lignei.
  • Abbattimento della torre a Monte durante la prima metà del XIII secolo. Il castello fu conquistato e distrutto dall’esercito lucchese che minarono le torre per abbatterle. Per far crollare una torre venivano effettuati dei tagli negli angoli esterni della base. Si rimuovevano alcune pietre del paramento murario, queste venivano sostituite poco alla volta da pali di mina. Al termine dell’operazione di dava fuoco alla struttura lignea, che per gravità faceva collassare la torre, che ruotava come su un perno. Spesso di ritrovano le strutture demolite quasi intatte anche se spezzate lungo il fusto, come nel caso.
  • Nel territorio, sia esso di montagna, di costa o collina, esisteva una rete di comunicazioni perpetuata da torri di segnalazione dislocate nei punti più strategici. Queste torri comunicavano visivamente, di notte grazie alla luce del fuoco, di giorno invece era il fumo a segnalare. La scena si riferisce al periodo medievale dell’insediamento, dove la torre a Mare e quella a Monte comunicano con una terza nella distanza.

Per approfondimenti potete leggere del progetto realizzato per il Museo Archeologico di Camaiore.

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